Solidarietà a Forza Italia per gli atti di vandalismo al Circolo “Liburni Fides”

Progetto per Livorno esprime solidarietà ai vertici ed agli iscritti di Forza Italia, dopo gli atti notturni di vandalismo contro il circolo “Liburni Fides”, appena aperto in Corso Mazzini. La politica è il campo di confronto della democrazia, che a sua volta è la realizzazione della massima libertà di espressione. Chi non capisce queste regole basilari e traduce i propri convincimenti in atti brutali e coercitivi vive al di fuori della società civile, di cui gode i diritti senza capirne i doveri. Ci auguriamo che i responsabili di questo assurdo gesto vengano rapidamente identificati dalle forze dell’ordine.

Cristiano Toncelli

PORTO 2000. BASTA CON LE APPARTENENZE, AVANTI LE COMPETENZE.

I sindacati della Porto 2000 dicono giustamente che la città non valorizza il suo patrimonio turistico. Eppure ad un passo dalle banchine abbiamo due fortezze medicee, più il Forte San Pietro e gli ex-Macelli che insieme potrebbero diventare un polo artistico ed espositivo di altissimo livello. Il tutto si inserisce nel quartiere gioiello della Venezia (in cui una politica miope concepisce solo il terribile progetto di costruire condomini in Piazza del Luogo Pio). Lì accanto arriva persino una ferrovia, dismessa, che potrebbe portare migliaia di visitatori. Malgrado tutto questo (e il fatto che dovremmo essere la porta della Toscana) alla fine di quest’anno la Porto 2000 sarà riuscita quasi a dimezzare gli arrivi di croceristi rispetto al 2012. Questo è il risultato di nomine fatte in base alle appartenenze e non alle competenze. Cominciamo allora mandando a casa l’attuale vertice, che scade tra pochi giorni ed ha ampiamente dimostrato la sua incapacità, nominando al suo posto dei tecnici esperti. Si proceda poi con l’attuazione del PRG che sposta le attività forestali dell’Alto Fondale (e la relativa concessione) al Molo Italia. Infine, si faccia la gara di privatizzazione della Porto 2000, una volta che l’advisor avrà chiarito i termini possibili, invitando soggetti con esperienze internazionali e realmente interessati allo sviluppo del terminal. Il pubblico mantenga invece una quota, che serva ad assicurare sinergie con il territorio ed anche a tutelare i dipendenti. Ai quali diciamo che il miglior modo per salvaguardare la loro sicurezza è che la società cresca grazie a una gestione esperta. Tutto il contrario di quel che abbiamo adesso.

Cristiano Toncelli

INCONTRO CON ASSOCIAZIONE CURE PALLIATIVE

Nei giorni scorsi parte del coordinamento di Progetto per Livorno, incluso il candidato sindaco Cristiano Toncelli, ha incontrato la dirigenza dell’Associazione Cure Palliative Livorno Onlus. I reparti ospedalieri di cure palliative sono diversi dagli altri, poiché non attuano soltanto cure mediche, ma anche un sostegno psicologico che con grande sensibilità deve saper accompagnare i pazienti e i loro cari nel momento più difficile. La realtà livornese ha una riconosciuta eccellenza per la quale l’Associazione ha senza dubbio grande merito. Abbiamo quindi preso atto della raccolta firme che è stata promossa ed abbiamo confermato di aver contribuito. In relazione ad ipotesi di ristrutturazione del reparto livornese Toncelli ha affermato che dovrebbe venire preservato il ruolo centrale dell’Associazione, ma allo stesso tempo ha confermato che solo con una efficace e trasparente collaborazione tra essa e la ASL può continuare a mantenersi l’attuale eccellenza. In relazione alle recenti polemiche tra le due organizzazioni, Toncelli ha quindi auspicato che si riprenda immediatamente un colloquio nel rispetto reciproco, poiché in assenza di questo tutta la città rischia di assistere ad un depauperamento di quello che va considerato un patrimonio collettivo. Una eventualità che occorre in ogni modo scongiurare.

SE LA POLITICA SOTTOMETTE LA CULTURA

(Pubblicato da QuiLivorno, 2-4-2014)

La nostra città ha un grande passato. Grazie alla liberalità di quelle Leggi Livornine che dovrebbero ancora oggi ispirare un mondo dominato dall’intolleranza, la “Livorno delle Nazioni” è stata il primo “meltin’ pot” della storia. Le testimonianze di allora dovrebbero essere i cardini di una valorizzazione turistica della città ma molte, come il Cimitero degli Inglesi o la Chiesa degli Olandesi, sono quasi abbandonate. Sono aree private, ma certo le istituzioni non le hanno difese. Anche per l’arte abbiamo un patrimonio ignorato. A Modigliani dovremmo dedicare almeno un monumento (il Palasport non vale…) e a Mascagni un vero festival come hanno altri compositori. Il Museo Fattori incassa ogni anno un decimo di quello che costa ed è difficile trovare un cartello che lo indichi, mentre il Goldoni è fuori dai circuiti che contano e si limita a fare una concorrenza al ribasso ad altre organizzazioni cittadine. Inutile dire che, malgrado gli scarsissimi risultati, chi li gestisce viene riconfermato da anni, mentre si dovrebbe da subito cambiare marcia chiamando chi ha vere competenze. Al di fuori della cultura classica abbiamo una notevole vitalità con, ad esempio, un grande numero di gruppi musicali. Dovremmo però aiutarli ad esprimersi, anche solo con strutture in cui appoggiarsi. Il nostro teatro popolare ha, in piccolo, una valenza simile a quello partenopeo, ma riusciamo ad esportare solo i frizzi e lazzi del Vernacoliere. Gli eventi pubblici (vedi Effetto Venezia) sono organizzati “per livornesi”, nel consueto modello di una città che guarda solo il suo ombelico e ritiene alieno tutto quello che viene da fuori. Ma la cultura assume un senso solo se viene condivisa, presentata, esportata, non se resta nel chiuso di un recinto. Il motivo di tutto questo si può riassumere con quella anacronistica e orrenda scritta politica che deturpa “da sempre” le mura della Fortezza Nuova nella rassegnazione generale. Si capisce che il rapporto normale in cui è la politica ad inchinarsi alla cultura, raccogliendo ed interpretando le pulsioni che da essa spontaneamente emergono, qui si è invertito. Quella scritta è il timbro che la politica ha messo su arte e cultura per affermare la propria superiorità e il conseguente diritto esclusivo a guidare le menti. Ma lo sbiadire di quella scritta di vernice bianca e degli eventi lontani a cui si riferisce è anche lo sbiadire di una città che si è illusa di fermare il tempo. Noi di Progetto per Livorno vogliamo una Livorno nuova e viva, e quindi è proprio dalla cultura che occorre ripartire. Dobbiamo e possiamo liberare la nostra grande energia. Malgrado qualcuno abbia cercato di soffocarla sotto una coltre di vernice bianca.

Cristiano Toncelli

LA SFILATA DELLA CONCORDIA

(Pubblicato da CostaOvest – 25-3-2014, QuiLivorno – 26-3-2014, La Nazione – 26/3/2014)

In questi giorni sono uscite due notizie diverse che consentono di stabilire una utile relazione. La prima riguarda il nostro porto. I dipendenti della ALP (ex AGELP), l’unica azienda formalmente autorizzata (Art. 17) dalla Legge 84/94 a fornire manodopera ai terminalisti in occasione dei picchi di lavoro, sono preoccupati per il loro futuro. L’accordo con i terminalisti che doveva garantire il loro impiego non produce gli effetti sperati, inoltre il nostro porto continua a perdere traffici a favore di altri scali. La seconda notizia riguarda la demolizione della Costa Concordia. Ormai sembra che la destinazione scelta sia Genova, malgrado le forti resistenze della Toscana che ovviamente punta su Piombino. Al trapelare delle prime indiscrezioni, nei giorni scorsi, i portuali genovesi (che svolgono nella città della Lanterna lo stesso ruolo “Art. 17″ di ALP e hanno anche loro difficoltà ad andare avanti) hanno risposto con entusiasmo e si sono dichiarati già pronti. Da notare che a breve inizieranno a lavorare anche in aeroporto per la gestione dei bagagli dei crocieristi in arrivo (da quelle parti le crociere sono da sempre una risorsa e non vengono fatte scappare come accade qui). Se la notizia sarà confermata, Genova avrà così ottenuto quel lavoro che tutta Italia si litiga e risolverà con esso i problemi dei suoi portuali, mentre Piombino avrà costruito a tempo di record, grazie a milioni di soldi pubblici, una banchina con fondale a meno venti metri (fondale che qui ci sogniamo) con cui potrà iniziare a farci concorrenza sui traffici commerciali. Noi, invece, a cui avevano proposto per primi quella demolizione e che abbiamo sdegnosamente rifiutato (a quanto sembra, poiché non si confaceva agli investimenti immobiliari della Porta a Mare) avremo perso un’occasione grandiosa per accelerare le procedure per i dragaggi del porto (e magari per realizzare a spese dello Stato il primo lotto della Darsena Europa) ed avremo anche rinunciato alla possibilità di riattivare il bacino di riparazione con tutto l’indotto che avrebbe dato. In cambio, potremo andare tutti sul nostro bel lungomare ad ammirare la sfilata che la Concordia farà di fronte a noi sulla rotta verso Genova. La assisteremo così mentre ci passerà davanti, portandosi via le speranze di avere un po’ lavoro e lasciandoci con la rinnovata certezza che le scelte che vanno bene a pochi hanno danneggiato una volta di più l’interesse di tutti.

Cristiano Toncelli
Candidato Sindaco di Progetto per Livorno

CADUTE PORTUALI DAL PERO

(Pubblicato da QuiLivorno – 21-3-2014)

Il candidato del PD Marco Ruggeri si è improvvisamente accorto della drammatica situazione del nostro porto. Devono avergli fatto notare che ci hanno lasciato (o lo faranno) Zim, Maersk, Msc, Cma-Cgm, Cosco, Yang Ming, Hanjin, K-Line, Evergreen, in pratica tutto il gotha della containeristica mondiale. Il candidato PD, svegliatosi dal torpore, imputa elegantemente le colpe all’attuale gestione della Port Authority, cioè quella che finalmente ha chiuso la partita del nuovo PRG (che era fermo dal 1953), ha fatto partire i lavori per la ferrovia in Darsena Toscana, ha dato priorità alle crociere all’Alto Fondale… Tutte cose che, guarda caso, la gestione precedente (targata PD, quando lui era segretario del partito) non aveva fatto. Visto che Ruggeri cade dal pero, gli spieghiamo allora che il declino del porto viene da lontano, perché gli esperti sapevano bene che il fenomeno del “gigantismo navale”, criticabile o meno, avrebbe prodotto i suoi effetti. Il porto attuale presenta forti limiti strutturali e quindi la vera soluzione si chiama da sempre “Darsena Europa”, cioè l’ampliamento a mare. Però gli “orticelli portuali”, strenui difensori delle loro rendite di posizione e supportati dalla politica conservatrice (a partire dal PD), si sono sempre opposti al progetto. Servirebbero infatti grandi capitali privati (termine che in questa città fa orrore, se non si associa ai “soliti noti”) e chiunque fosse venuto a portarli avrebbe evidentemente acquisito una importanza che avrebbe sminuito il ruolo di chi da sempre si considera il “padrone del porto”. Di fronte a questo rischio, ecco allora che hanno preferito affossare il porto e con esso la città (visto che un quarto del PIL cittadino ha origine dalle attività portuali). Anzi, visto che l’unica persona che almeno ha provato a fare qualcosa è l’attuale Presidente della Port Authority, ecco che lo attaccano perché al suo posto vorrebbero un miglior garante della continuità degli eterni equilibri. Ruggeri vorrebbe poi che l’Authority facesse pressione sui Ministeri per ottenere la velocizzazione delle procedure. Bravo, siamo d’accordo, ma non ha proprio nulla da chiedere in proposito al senatore livornese che, riconfermato, sembra di nuovo scomparso nei meandri dei palazzi romani? Sul passaggio da SIN a SIR, invece, perché non chiede conto all’ex capogruppo regionale del PD che si chiamava, guarda caso, Marco Ruggeri? Purtroppo per recuperare una situazione compromessa da anni ed anni di mancate scelte non basta far finta di essere tornati da Marte dicendo “punto e a capo”. Se vogliamo salvarci da un terribile declino ci vuole la presa di coscienza che occorre cambiare completamente registro. Quella coscienza che Progetto per Livorno sta cercando di risvegliare.

Cristiano Toncelli
Candidato Sindaco di Progetto per Livorno

PROGETTO PER… LO SVILUPPO

Ecco qui il collegamento per scaricare la nuova versione del documento sullo sviluppo economico di Progetto per Livorno. Il documento è stato integrato con considerazioni sviluppate in collaborazione con la Fondazione Commercialisti Italiani (www.fondazioneci.it), che ringraziamo per l’importante contributo su diversi temi, tra cui la semplificazione burocratica con facilitazione delle procedure amministrative, la disciplina delle incentivazioni fiscali IMU/TASI e le modalità per venire incontro alle attività produttive in questo momento di grave difficoltà per l’economia.